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Sinistra Italiana - Palo del Colle

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PM10: serve un piano

Pubblicato su 21 Febbraio 2018 da sel palodelcolle (ba) in amministrazione, Ambiente, PM10

La qualità dell'aria che si respira qui a Palo e la relativa questione dei superamenti dei limiti delle polveri dette PM10, non è per nulla un fatto nuovo, ma è conosciuto da chi è attento alle questioni ambientali sin dal 2010, quando i primi dati della centralina, installata da Sorgenia e gestita dall'ARPA (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell'Ambiente), furono resi pubblici. Già nel 2011, poi, gli sforamenti nell'arco dell'intero anno si contavano in ben 42 giorni, superiori ai 35 previsti come limite massimo dalla normativa vigente. Servivano già allora delle misure volte ad individuarne le cause e a porvi rimedio, ma allora chi parlava di questo veniva preso per matto.
In questi anni più volte noi abbiamo posto l'accento sulla problematica: la denunciammo con la precedente amministrazione quando eravamo presenti in consiglio comunale e ne parlammo come questione da porre nel programma elettorale delle amministrative nel cantiere del centro sinistra.
Appare quindi molto strumentale che qualche forza di opposizione cavalchi l’onda emotiva dei cittadini palesi, dopo aver sottovalutato l'inquinamento stando nel ruolo di amministratori.
I superamenti dei limiti del PM10 a Palo iniziano a suscitare interesse e la questione diviene di dominio pubblico, quando la stampa nazionale ha posto sotto osservazione le grandi città, osservando e denunciando il fenomeno dell’inquinamento dell’aria, in particolare con tutte le polemiche sollevate su Torino. Anche la Gazzetta del Mezzogiorno ha dedicato articoli sulla qualità dell'aria e messo in luce quello che succedeva a Palo del Colle.


C'è da dire che in moltissimi comuni pugliesi non è installata alcuna centralina di rilevazione dell’inquinamento da pm10 e quindi non è possibile sapere se quello che succede a Palo si può verificare anche a Bitetto, Grumo, Toritto, comuni privi di strumenti di rilevazione.
Ad ogni modo l’ARPA ha attenzionato il dato anomalo di Palo ed individua, verosimilmente, il superamento dei limiti di PM10 nella combustione “domestica” di biomasse e specifica che l’inquinamento da PM10 si concentra nella fascia oraria che va dalle ore 21 alle ore 23 e che i valori più alti di PM10 sono associabili a direzioni del vento S-SO, ovvero dal centro cittadino. Secondo l'Arpa “i risultati raccolti rendono plausibile l’esistenza di una sorgente emissiva di PM10 invernale che contribuisce in maniera predominante alla formazione dei livelli di PM10 nel sito, e che essa sia collocata nell’abitato di Palo del Colle. Questi elementi permettono verosimilmente di individuare nella combustione domestica di biomasse la sorgente (inquinante ndr) ”.
L'ARPA ha mostrato disponibilità ad effettuare il monitoraggio della qualità dell’aria in un altro sito del nostro comune, mettendo a disposizione il proprio laboratorio mobile. Per il momento la centralina è stata collocata a fianco di quella fissa della scuola “Guaccero” al fine di verificare la veridicità dei dati raccolti dalla centralina fissa. Si è poi in attesa che l'analisi dei filtri dia qualche risposta in più sul tipo di inquinamento che, al momento per l'assenza di altri tipici inquinanti, non sembra legato al traffico veicolare.

 

La nostra amministrazione, dopo aver interloquito con l'Arpa, ha anche inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica al fine di mettere in campo azioni volte a scoprire eventuali comportamenti illeciti. Tuttavia, nonostante i continui sforamenti nei primi mesi di quest'anno, nessun provvedimento, anche di natura preventiva, è stato emanato dal sindaco a tutela della salute pubblica. 
Ad esempio capita spesso nelle serate di questo periodo di sentire una puzza di bruciato e sarebbe necessario verificare che le foglie d'ulivo scartate dalla lavorazione dei frantoi oleari non siano smaltite con cumuli nei terreni, bruciati nottetempo, dando origine a molto fumo.
Infatti se l’ARPA ha individuato l’origine dell’inquinamento nella combustione delle biomasse, è cura degli organi di vigilanza e controllo locale individuare i responsabili.
Auspichiamo che l’amministrazione abbia messo a punto un piano di verifiche e di controllo che possa quanto prima dare dei risultati tangibili, iniziando per esempio ad emettere ordinanze che vietano in maniera assoluta la combustione di biomasse in campo aperto, anche di potature agricole consentite per legge in piccole quantità ma inopportune nei giorni in cui ci sono continui sforamenti, ed allo stesso tempo attivando azioni di controllo con la polizia locale presso quegli opifici che possono smaltire illegalmente gli scarti di lavorazione. Se questo piano ancora non esiste, sollecitiamo perché ne venga predisposto uno il prima possibile. In caso contrario, sia come forza politica che come cittadini, vorremmo essere a conoscenza dei risultati prodotti dal lavoro dei tutori della salute pubblica.

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