Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
Sinistra Italiana - Palo del Colle

blog politico

Pioggia alluvionale del 15 giugno: ma il recapito finale delle acque piovane funziona o fa da tappo?

Pubblicato su 22 Giugno 2018 da sel palodelcolle (ba) in amministrazione, zaccheo, Ambiente

Passata l'emergenza e sgombrati i locali allagati di ignari cittadini che hanno acquistato casa nei pressi del viale della stazione, a cui va la nostra totale solidarietà, ci pare opportuno aprire immediatamente una discussione su quello che è avvenuto.
Le precipitazioni di venerdì scorso (15 giugno), certamente abbondanti e comunque spalmate su più ore, sono state valutate da una stazione meteorologica amatoriale sita a Palo del Colle (presumibilmente zona Auricarro) in 139 millimetri di pioggia nelle 24 ore, ossia 139 litri di acqua per ogni metro quadrato di suolo. Per una analisi più approfondita sarebbe utile analizzare come si sono distribuite nell'arco della giornata: ci auguriamo che sia possibile che il proprietario della stazione possa mettere a disposizione tutti i dati disponibili. Vanno comunque analizzati i dati della rete ufficiale pubblica per una analisi più accurata.
Se il dato di questa stazione meteo amatoriale fosse confermato, si tratterebbe di un valore consistente e in linea con alcuni eventi alluvionali storici. A Bari nell'evento alluvionale del 1926 caddero 96 mm in sole tre ore. A Cassano la notte tra il 22 ed il 23 ottobre del 2005 i millimetri di pioggia in poche ore furono oltre 160. Durante l’alluvione dell’8 settembre 2003, nella provincia di Taranto, alcune stazioni pluviometriche private registrarono punte di 300 mm di pioggia (zona di Mottola), le fonti ufficiali riportano 140 mm a Marina di Ginosa.

Fenomeni straordinari che diventano ordinari

Il geologo Massimo Moretti, nello studio che analizza l'evento del 2003, sostiene: "In mancanza di studi accurati sui reali tempi di ritorno degli eventi di pioggia di maggiore violenza e tenendo conto del previsto aumento (connesso alle variazioni climatiche indotte dall’effetto serra) degli eventi metereologici estremi, i dati registrati negli ultimi anni indicano che piogge oltre i 100 mm in poche ore sono da ritenersi ordinarie."
Quindi fenomeni come quelli di venerdì 15 giugno scorso devono essere ormai considerati non eccezionali e ci si deve preparare a far sì che eventi di questa portata non mettano in pericolo un parte di questa città. Le condizioni attuali sono di totale inadeguatezza del sistema di fogna bianca nella zona tra via Binetto e via Bitetto. Ora comunque bisogna analizzare quel che è avvenuto ed intervenire rapidamente per porre rimedio ad una situazione insostenibile: infatti il recapito finale delle acque piovane sembra aggravarla in quanto funziona da tappo allo scorrimento delle acque.
Lo avevamo già scritto due anni fa, esattamente l'8 agosto 2016, corredando il post con il video dell'impianto in panne.
Ecco l'immagine del post che scrivemmo allora.


 



Impianto inadeguato già due anni fa

Ora vorremmo sapere se in questi due anni è stato fatto qualcosa e cosa. Vorremmo sapere se l'amministrazione ha chiesto lumi al progettista dell'impianto sull'ennesimo sovraccarico e quali misure sono state prese. Vorremmo sapere se non sia il caso di affidare una perizia sull'impianto, sul progetto e sulla costruzione.
Che l'impianto funga da tappo lo testimonia il fatto che gran parte delle acque trova più facile sbocco a percorrere una strada che eviti l'impianto, tra lo stesso impianto e la circonvallazione, a quota del solaio dell'impianto, piuttosto che passare attraverso l'impianto, come si può ben vedere dal nuovo video che fa riferimento alle piogge del 15 giugno. Anche la presenza di "fontanazzi" è indice del tappo. Il transito rallentato delle acque non fa altro che aumentare il livello delle acque a monte e quindi favorisce l'allagamento degli scantinati.
A questo link è possibile vedere il video: youtube

Va anche chiarito che il progetto della fogna bianca su viale della Resistenza, finanziato per 1 milione di euro, partito dalla amministrazione Conte e portato avanti dall'attuale, non cambierebbe nulla nel tratto a valle, ossia tra via Binetto e via Bitetto e, anche se fosse già realizzato, ci sarebbero miglioramenti solo su viale della Resistenza, dove una parte dell'acqua transiterebbe nella condotta interrata. Va anche detto che noi riteniamo del tutto insufficiente questa condotta rispetto ai quantitativi che transitano, specie nel tratto finale, e l'abbiamo dichiarato all'allora sindaco Conte, che come al solito ci snobbava.

Questi fenomeni costringono a ripensare i progetti 

In questi anni, in molte occasioni, abbiamo sostenuto che i cambiamenti climatici stanno modificando il sistema delle precipitazioni che assumono sempre più i caratteri di eventi temporaleschi di forte intensità e di minor numero. Questo comporta che le amministrazioni, nel progettare gli impianti, non facciano solo riferimento al passato, ma guardino con maggiore attenzione a quello che il futuro ci riserba. Finora abbiamo riscontrato scarsa sensibilità, come quando abbiamo parlato dei rischi di allagamento della statale 96 – i primi problemi ci sono già stati - o come quando il consiglio comunale rigettò la richiesta, tramite osservazioni ai piani urbanistici esecutivi, di far realizzare la fogna bianca o sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane nei comparti di nuova costruzione.
Ora di fronte allo scampato pericolo per le persone, ma con ingenti danni per alcune famiglie palesi e con possibili risarcimenti che potrebbero gravare sulle casse comunali, ci si augura che la spocchia sia messa da parte e che su questo tema ci sia la massima trasparenza possibile. 
Ci aspettiamo che al più presto l'amministrazione possa relazionare alla città e mettere a disposizione di tutti la documentazione dei progetti che attengono al sistema di smaltimento delle acque, al fine di capire cosa è possibile fare per mettere in sicurezza questa parte della nostra città, prima che accada qualche evento tragico.

Commenta il post