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Sinistra Italiana - Palo del Colle

blog politico

La sindaca si dimette, ora 20 giorni per riflettere

Pubblicato su 6 Luglio 2018 da sel palodelcolle (ba) in amministrazione, zaccheo, politica locale


Le dimissioni della sindaca Anna Zaccheo, a poco più di due anni dalla sua elezione, per quanto sembrino solo delle accuse lanciate nel mucchio, hanno perlomeno il merito di aver reso pubblico un malessere che covava da mesi all'interno della maggioranza.


La lunga lettera con cui fa una disamina dello stato delle cose nella sua maggioranza, seppur dai toni perentori, non chiude alla possibilità di riprendere il cammino con chi è veramente interessato al bene comune, anche se non chiarisce né le forme né i tempi per questo cammino.


Comprensibile l'amarezza nelle parole di chi, nel bene o nel male, ha guidato la nostra città, e che ora si trova di fronte ad un fallimento, e certi attacchi e certi commenti sui social, che si sono visti in queste ore, ci appaiono del tutto indecorosi, perfino disgustosi, perché la lotta politica non deve mai oltrepassare i limiti naturali del rispetto umano. e


Siamo in un periodo storico particolare in cui si sdogana un linguaggio e un modo di fare che ci indigna: non pretendiamo che tutti provino gratitudine per chi è impegnato politicamente, ma almeno che si abbia rispetto per le persone.


Fatte queste premesse, tuttavia ci pare che l'analisi che la sindaca fa, sia carente sul piano prettamente politico.


Se in due anni vengono meno le basi del progetto portato avanti dalla sua compagine, il primo responsabile sul piano politico è lei stessa.


Non basta fare affidamento sui giovani perché il cambiamento sia reale. Anche perché in alcuni provvedimenti amministrativi noi abbiamo visto, e pure raccontato, più una continuità con la precedente amministrazione che una volontà di cambiar un certo andazzo.


Non basta parlare di partecipazione, se poi non viene resa reale nella pratica amministrativa. Non basta parlare di trasparenza se poi nemmeno nella lettera di dimissione ai cittadini - che lei sembra voler metter in guardia, ma da cosa si fa fatica a capire - riesce ad esserlo. 


Non basta dichiarare di non voler diventare un fantoccio nelle mani di chi ha altri obiettivi quando la stessa sua candidatura, per come è nata, ne presentava tutti i rischi.


Non basta accusare chi sostiene bandiere politiche se poi è la sua componente civica ad esplodere.


Provi a guardare da altre angolazioni, da altri punti di vista e probabilmente le cose potranno apparire diverse da come le ha interpretate finora.


Ora la sindaca ha ancora venti giorni per riflettere, per ascoltare le ragioni altrui, per provare ad immaginare gli scenari futuri di questa sua scelta. A lei spetta scegliere se indossare o meno il grembiule di servizio, per usare una sua espressione di qualche giorno addietro.

Resta ovvio che se la sindaca ha la responsabilità della guida della sua maggioranza, a cascata una responsabilità ricade anche sulle compagini politiche e su tutti i consiglieri della sua maggioranza, ed in particolare quelli abituati a cambiare casacca. Anche a loro è chiesto di uscire dall'opacità e di mettere in campo una operazione di verità che aiuti tutti a capire cosa sta avvenendo. Perché è anche naturale avere idee diverse, ma se sono strumentali solo ad interessi personali sarebbe bene per tutti esserne informati.

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