Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
Sinistra Italiana - Palo del Colle

blog politico

Voltare pagina

Pubblicato su 7 Aprile 2019 da sel palodelcolle (ba) in politica locale, zaccheo, amministrazione

Voltare pagina

Le dimissioni irrevocabili della sindaca Anna Zaccheo sanciscono la fine di questa amministrazione risultata vincente al ballottaggio contro il sindaco uscente Domenico Conte, seppur al primo turno non avesse registrato un grande consenso e non ci fosse stato alcun apparentamento.

 

A noi è apparso subito chiaro che fosse del tutto inutile qualsiasi tentativo di ricostruire la maggioranza centro-civica che era già andata in frantumi lo scorso luglio con le prime dimissioni della sindaca e che, come avevamo scritto allora, si avviava verso una fine anticipata.

 

Del resto, in questi ultimi mesi appariva sempre più chiaro il logoramento dei rapporti politici e il lavoro di sfiancamento della prima cittadina, che si è sentita isolata e inadeguata a guidare la sua maggioranza. Questo logorìo era tutto interno alla sua maggioranza, e non certo per merito dell'opposizione presente in consiglio comunale, al contrario di quello che avvenne nella scorsa amministrazione quando il nostro lavoro, prima da fuori e poi dall'interno del consiglio comunale, produsse la spaccatura del centrodestra.

 

Per noi di Sinistra Italiana, il rapporto di reciproca fiducia e collaborazione fra la sindaca e la sua maggioranza era saltato e la caduta dell'amministrazione era solo una questione di tempo. La nostra azione, volta alla critica costruttiva come abbiamo sempre fatto, è stata rallentata nonostante avessimo diverse cose da dire perché sarebbe stata inutile in un contesto così consumato.

 

Nemmeno i provvedimenti di cui la sindaca fa menzione nella lettera di dimissioni, frutto del lavoro di tutta la maggioranza, sono stati sufficienti a convincere la sindaca a portare a termine il suo mandato, segno evidente del bilancio negativo del suo operato che lei traccia.

La sindaca chiude la lettera con queste parole:

lettera di dimissioni 15 marzo 2019 - fonte Facebook

lettera di dimissioni 15 marzo 2019 - fonte Facebook

Un monito in gran parte condivisibile, ma che ci pare fuori contesto rispetto alla situazione creata con le sue dimissioni. E proprio queste sue parole avrebbero dovuto essere una forte motivazione a non lasciare in una fase così difficile per il nostro paese con i nuovi barbari al governo.

 

Ad ogni modo, anche noi vogliamo ringraziarla per il suo impegno in questi tre anni e per le sue parole che segnano l'epilogo di questa esperienza. La ringraziamo anche per aver scelto di aver posto la parola “fine”, piuttosto che vivacchiare senza costrutto per altri due anni: spesso si parla di politici attaccati alla poltrona, ma qui siamo di fronte ad un sindaco che lascia pur avendo ancora una maggioranza in consiglio.

In questi giorni è normale che tra i sostenitori della ex-maggioranza si stia dando vita a una serie di sfoghi e ad un rimpallo di responsabilità sulla caduta o, come qualcuno si spinge a dire, del fallimento di questa esperienza. C'è da augurarsi che questa fase non sia di lunga durata e che, quanto prima, si possa voltare pagina.

 

Certo, per voltare pagina, occorre elaborare il “lutto” e capire quali sono stati gli errori per evitare che si ripetano con persone diverse.

 

Per quanto ci riguarda, crediamo che la responsabilità di questa crisi e di questa esperienza amministrativa sia da ricercare principalmente nel metodo di individuazione della figura di sindaco nella solita persona per bene proveniente dalla “società civile” (Anna Zaccheo continua ad essere anche adesso una persona per bene che non ha più la funzione di sindaco) senza un coinvolgimento collettivo, ma solo attraverso una selezione che il centrosinistra provinciale affidò all'ex-prefetto Antonio Nunziante, commissariando di fatto la politica locale e sottraendola al confronto serrato, anche attraverso l’utilizzo delle primarie. Di fatto, quello che doveva essere il centrosinistra, avviato con il Cantiere già da mesi, venne trasformato da coalizione politica di centro-sinistra in un aggregato centro-civico sotto tutela.

 

La contrapposizione tra il mondo rappresentato dai partiti e quello dei movimenti civici nella ex maggioranza è stata sin dall'inizio vissuta come una guerra tra guelfi e ghibellini, che non poteva avere vincitori e che ha portato ad azzerare prima la giunta e dopo meno di un anno tutta maggioranza. Né la sindaca, né il vicepresidente della Regione Puglia Nunziante hanno saputo svolgere quella azione, che è tutta politica, di sintesi e di mediazione necessari in una maggioranza composta da due componenti.

 

Voltare pagina

Anzi le vicende raccontano di una componente civica, quella che stando alla regola doveva maggiormente sostenere la sindaca, che è andata letteralmente in frantumi, mettendo a nudo i personalismi che caratterizzano le liste civiche.

 

Proprio il proliferare delle liste civiche, nate come risposta alla crisi dei partiti, sembra essere un male peggiore del rimedio. Assistiamo a raggruppamenti elettorali che, in nome del bene comune, mettono assieme persone con valori totalmente diversi e che alla prima difficoltà sono incapaci di prendere una posizione comune o iniziano a litigare, riducendo il dibattito ad una contesa tra gli eletti, che esclude completamente gli elettori.

 

Infine vorremmo sottolineare come una visione civica tende a far credere che i problemi di un paese come Palo possano essere affrontati in un ambito cittadino, senza guardare al contesto regionale, nazionale ed europeo. A noi pare che questo sia un grave errore perché in questi ultimi decenni i comuni sono stati limitati in termini di autonomia delle scelte e in termini di risorse, umane e finanziarie, tanto che diversi sindaci di estrazioni politiche opposte si sono paragonati a “curatori fallimentari” per conto del governo.

 

Mentre da un lato l'elezione diretta del sindaco crea forti aspettative nei cittadini, anche per effetto delle promesse elettorali, dall'altro i paletti posti dal governo (tagli dei trasferimenti, blocco delle assunzioni, pareggio di bilancio) rendono difficile dare risposte rapide a queste aspettative. E le risorse aggiuntive all'ordinario, i famosi finanziamenti, assumono sempre più i caratteri di vere e proprie lotterie, come i “grattaeperdi” che si trovano dappertutto negli esercizi commerciali, utili solo alla propaganda degli enti sovraordinati.

 

In questo quadro solo avendo consapevolezza dei limiti e delle scarse possibilità di azione sarà possibile costruire una proposta credibile da porre al vaglio degli elettori palesi il prossimo anno.

Commenta il post