Relazione al bilancio di previsione 2015, approvato dalla maggioranza il 3 settembre 2015
Questo è l’anno in cui si avvia a conclusione questa Amministrazione e questo è l’ultimo bilancio di previsione di questa Amministrazione che arriva alla fine del suo mandato con la maggioranza divisa sui provvedimenti propedeutici alla sua approvazione come per esempio quello sulla TARI.
C’è una parte di questa maggioranza che tenta di prendere le distanze dall’Amministrazione su un bilancio quasi simile al precedente, anzi per certi versi un po’ migliorato, come descriverò in seguito. Quindi vorrei sottolineare che la parte recalcitrante della maggioranza è parte integrante di quest’Amministrazione e che solo per ragioni di opportunità politico-elettorale pensa di prenderne le distanze.
Inoltre, quest’ultimo bilancio arriva in consiglio con notevole ritardo, quasi esattamente come i bilanci scorsi. La prima scadenza per l’approvazione era il 30 maggio. Voglio precisare che la proroga concessa dal ministro Alfano è stata ufficialmente concessa il 29 maggio scorso, su richiesta dell’ANCI per “l'impegno di molti comuni nel procedimento elettorale in vista delle elezioni amministrative e regionali del 31 maggio” perché in molti comuni si svolgevano le votazioni per il rinnovo dei consigli, così come si può benissimo leggere sulla pagina web del Ministero dell’Interno. Bene, il nostro comune non è stato impegnato quest’anno nelle elezioni amministrative, per cui non era necessario utilizzare alcuna proroga.
Ma passiamo ad analizzare nel dettaglio alcuni aspetti di questo bilancio.
Per quanto riguarda le novità sulle tassazioni comunali c’è la diminuzione dell’aliquota dell’Imu Agricola al minimo, esattamente come noi abbiamo proposto al consiglio monotematico di febbraio e registriamo che la proposta di restituzione dell’Imu Agricola della maggioranza fatta sempre in quel consiglio non ha trovato attuazione perché impraticabile come già abbiamo detto allora. Riteniamo anche positivo lo sforzo di riduzione della tassazione sui suoli edificabili come abbiamo sempre auspicato vista la natura di questo tipo d’imposta.
Perché, noi non siamo per la riduzione delle tasse a prescindere, ma siamo contrari alla tassazione che sia sganciata dal reddito effettivo e che non abbia il criterio di progressività che la Costituzione italiana impone. Come siamo contrari che lo Stato tagli i trasferimenti da un lato e consenta ai Comuni l’applicazione di nuove tasse locali per coprire i tagli, portando così ad un generale aumento della pressione fiscale che colpisce la parte più debole della popolazione e lascia indenne le grandi ricchezze nelle mani di poche persone che in questi anni sono diventati ancora più ricchi. Il sociologo Luciano Gallino parla di lotta di classe all’incontrario, ossia quella che i ricchi fanno a danno delle classi povere al fine di diventare più ricche e potenti
La nota dolente della tassazione è quella della TARI che dimostra in maniera inequivocabile il fallimento dell’amministrazione Conte in questi cinque anni. Siamo di fronte al fatto che il servizio della nettezza urbana appare senza alcuna guida, con un’amministrazione incapace di porre correttivi e l’unica abilità, messa in campo, è provare a scaricare su altri le proprie responsabilità. Sia nei confronti dell’amministrazione precedente per quanto riguarda il capitolato d’appalto, sia nei confronti della Regione Puglia che non ha fatto altro che applicare la legislazione nazionale.
La TARI, una delle voci più importanti del bilancio, copre con il suo gettito oltre un quarto delle entrate. Negli anni di amministrazione Conte, siamo passati da una tassazione di 1 milione e 600 mila euro del 2011 a circa 3 milioni e 380 mila euro, ovvero più del doppio, il 115% in più. In tutta Italia si calcola (la CGIA di Mestre) che negli ultimi 15 anni le tasse locali siano aumentate del 48,4%, ma voi a Palo per la sola TARI in cinque anni siete stati capaci di un aumento del 115%, un bel record!
Ma come è stato possibile tutto ciò?
Il piano finanziario del servizio di igiene urbana, approvato nello scorso consiglio comunale, può aiutarci a capire qualcosa. Per esempio:
1) La Lombardi Ecologia dichiara nella ripartizione dei costi che circa 210 mila euro sono di ammortamenti dei mezzi acquistati, ma nelle varie proroghe, ossia dal 1 gennaio 2013 i mezzi erano già ammortizzati e quindi 210 mila euro sono andati ad aumentare gli utili della Lombardi Ecologia, senza alcun vantaggio per i cittadini palesi.
2) Vi è in più l’anomalia che tale quota è uguale a quella dell’anno scorso se pur si è passati da due spazzatrici nel 2014 ad una sola nel 2015.
3) Poi, c’è la questione dell’ecotassa che per quest’anno sarà di 25,82 euro per tonnellata e che incide per un costo in più di circa 210 mila euro e questo perché non si è aumentata la R.D. del 5%. In proposito per esempio il comune di Bitetto, nonostante il servizio d’igiene urbana sia gestito dalla stessa azienda è riuscito ad aumentare la R.D. del 6,5% e a non applicare il massimo di questo tributo a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini. Inoltre dal piano finanziario emerge una scarsa chiarezza tra le voci che indicano le penali per la Lombardi Ecologia, per non aver raggiunto le percentuali di R.D. stabiliti nel capitolato e per legge. Il costo del servizio è già calcolato con la detrazione della penale, mentre sarebbe stato opportuno specificare le due voci e in particolare che la penale ammonta a circa 36 mila euro e che dovrebbe essere applicata mese per mese, così come manca la quota per le altre penali possibili e le eventuali sanzioni per i cittadini incivili che abbandonano i rifiuti (viste le condizioni di schifo totale e abbandono dei rifiuti).
4) Lombardi Ecologia dice che non possono raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata perché l’amministrazione non indica un sito pubblico dove conferire la frazione umida. Intanto c’è da dire che nel capitolato d’appalto non si parla d’impianto pubblico, seppur nelle ultime delibere viene arbitrariamente ricordato questo aspetto. Esiste un impianto a pochi chilometri da Palo, riconosciuto all’interno del piano regionale dei rifiuti e che è quello della Tersan Puglia: un impianto che al 95% lavora con l’umido consegnato dalle amministrazioni locali. Perché il Comune di Palo non stipula un contratto di conferimento con la Tersan Puglia? A Bitetto, dove il gestore del servizio è la stessa Lombardi Ecologia, hanno stipulato un contratto che prevede un costo di 85 €/t per l’umido, che è sempre meno dei 130-140 euro che attualmente paghiamo per la consegna all’AMIU Puglia. Nel passato poteva anche essere conveniente portare tutto in discarica con un prezzo di 60 €/t, ma alle condizioni attuali non è conveniente e non siete stati capaci di porre i correttivi volti a farci risparmiare.
5) Con la stipula del contratto con la Tersan, l’obiettivo minimo di R.D. da raggiungere sarebbe il 60% e le penali alla Lombardi sarebbero da calcolare sull’obiettivo del 60% di R.D., passando così dai circa 36 mila euro a circa 100 mila euro. Certo, il discorso non è volto alle penali perché una seria raccolta differenziata porterebbe ad un risparmio di circa 340 mila euro, oltre all’ecotassa che passerebbe da 210 mila euro nella situazione attuale, a circa 19 mila euro.
Sommando i possibili risparmi che una corretta gestione potrebbe ottenere, certamente non ci sarebbe alcun aumento di tasse, che quest’anno è un ulteriore 12%, e ci sarebbero i margini per una riduzione dei costi. Una contro prova è che il costo unitario per abitante del servizio per quest’anno è 156 €/abitante (3 milioni 383 mila / 21673 abitanti) che risulta essere superiore anche ai 140 previsti dalla fase iniziale del nuovo capitolato d’appalto, tanto criticato dalla stessa maggioranza seppur alla luce dei fatti risulti essere più vantaggioso sia in termini economici, sia in termini ambientali.
6) Il servizio è decisamente costoso e la qualità è decisamente scarsa. Sorprende che con tutte le inadempienze emerse negli anni, non ci sia alcuna traccia delle altre penali per il mancato rispetto del capitolato. Solo per citare un esempio, l’assessore in consiglio comunale ha dichiarato qualche mese fa che i lavaggi dei cassonetti era ripreso lasciando intendere che prima non avveniva. Ora dalla valutazione del capitolato il mancato lavaggio del cassonetto comporta una penale di 5 euro che per 300 cassonetti, sono 1500 euro per ogni giorno di mancato lavaggio. E si potrebbe continuare con tutte le altre penali (vedi pag. 16 del capitolato).
7) Infine, sull’argomento, vorrei smentire il vice Presidente del Consiglio che asserì che nel consiglio comunale di approvazione della Tari, la Lombardi Ecologia si fa carico di una maggiore quantità di rifiuti smaltiti. Bene, questa affermazione è falsa, in quanto, dal sito web della Regione Puglia, la quantità dei rifiuti prodotti dai cittadini palesi è diminuita negli ultimi due-tre anni da 10 mila 568 tonnellate del 2011 a 9 mila 400 tonnellate circa del 2014. Quindi in questi anni nonostante sia diminuita la produzione pro-capite di rifiuti da parte dei cittadini palesi, la tassazione è cresciuta e quest’anno c’è un ulteriore aumento.
Quindi c’è da chiedersi se quest’Amministrazione ha una reale contezza della situazione e occorrerebbe indagare, magari anche interessando la corte dei conti, sulle vere motivazioni di questa sudditanza nei confronti dell’appaltatore ai danni dei cittadini sia in termini di tassazione, sia in termini di qualità del servizio. A chi ha chiesto nel tempo una maggiore attenzione nel rispetto del capitolato d’appalto, noi ribadiamo che viste le gravi inadempienze dell’appaltatore, c’erano tutte le condizioni per procedere ad un appalto ponte, con procedura d’urgenza e il sindaco Conte piuttosto che accusare la Regione Puglia di aver impedito la nuova gara poteva recarsi dal sindaco di Adelfia per chiedere come ha fatto a rinnovare la gara, pur essendo nelle stesse condizioni di Palo. Il risultato della gara ponte fatta ad Adelfia e che oggi, in quel paese, la R.D. è oltre il 70%. Questo a dimostrazione che quello che noi diciamo è fattibile e realizzabile vista l’esperienza di Adelfia.
E per chiudere sugli aspetti finanziari del servizio rifiuti, un’ultima considerazione e che questo totale lassismo renderà ancora più complicato l’avvio della nuova gestione in quanto i cittadini avranno sfiducia verso il cambio di cultura che il sistema porta a porta impone, memori di quello che accaduto finora.
Chiuso l’argomento entrate, passiamo a fare qualche breve considerazione sulle uscite previste da questo bilancio.
Non è stata accolta la nostra proposta di rivedere il regolamento Tari e la parte riguardante le esenzioni e riduzioni che hanno determinato un residuo, come abbiamo verificato in sede di approvazione del rendiconto 2014: il capitolo di bilancio ad esso destinato è passato da 94 mila a 66 mila euro.
Con questo bilancio, non è previsto nulla di nuovo se non l’ordinaria amministrazione che in parte è stata anche già impegnata e spesa da gennaio ad oggi. E’ del tutto assente una visione della città, delle sue problematiche così come è stato negli anni passati. Il bilancio si riduce a pile di documenti che servono solo a nascondere un vuoto totale di idee e di progetti e c’è da augurarsi che non succeda ciò che è successo negli anni scorsi, con l’incapacità di spendere le somme stanziate che finiscono in avanzi di bilancio che allora volta non vengono nemmeno impegnati, ma accantonati. Mentre in una situazione di crisi sarebbe opportuno rilanciare la spesa e fornire servizi anche al fine di riattivare l’economia palese.
In conclusione, per quanto riguarda gli aspetti politici, Conte, il sindaco, tende a minimizzare e a negare la crisi della propria maggioranza e con essa quella dell’amministrazione difatti paralizzando l’attività amministrativa degli uffici, convocando inutili consigli comunali che si sciolgono per mancanza del numero legale, fino al punto da portare l’approvazione di quest’ultimo bilancio da fine maggio ad inizio settembre, superando con degli artifici legislativi anche la scadenza del 30 luglio. Dentro la maggioranza non c’è più dialogo e gli emendamenti presentati conclamano con nettezza la crisi che diventa di pubblico dominio. A questo si aggiunge che, l’opposizione è stata spesso demonizzata, irrisa ed offesa ed il confronto con essa non è mai partito fino al punto che non sono più state convocate le riunioni di capigruppo, mentre spesso le riunioni di commissioni erano inutili perditempo. Ma come se non bastasse, sia la maggioranza che l’amministrazione si sono isolate e chiuse anche rispetto alla cittadinanza non dando le risposte alle questioni sociali aperte: impianti sportivi, igiene urbana, piano urbanistico, salvaguardia del territorio e dell’ambiente ed altro. Quest’amministrazione non ha ancora risolto il problema atavico della chiusura e messa in sicurezza dell’ex discarica di Trappeto del Principe.
Dichiarazione di voto. Alla luce di quanto esposto, il voto non può che essere contrario a questo bilancio (dichiarazione di voto non fatta per l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri di opposizione)
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