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Sinistra Italiana - Palo del Colle

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Tra il dire e il fare, la trasparenza buttata a mare

Pubblicato su 8 Agosto 2017 da sel palodelcolle (ba) in amministrazione, urbanistica

Tra il dire e il fare, la trasparenza buttata a mare
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Chi ha scherzato nei mesi scorsi sulle promesse di cambiamento non mantenute da parte della sindaca Anna Zaccheo ha una nuova testimonianza delle novità apportate da quest'ultima amministrazione. Ebbene nella seduta di giunta del 28 luglio la giunta comunale ha licenziato le delibere di adozione di due piani urbanistici esecutivi (PUE), e precisamente il comparto A16 e il comparto BB.
Va ricordato che nel recepimento di leggi nazionali che trasferirono la competenza di adozione e approvazione dei piani esecutivi ed attuativi in genere, la regione Puglia con la legge 21/2011 inserì un secondo comma che recitava testualmente: «A seguito di apposita richiesta scritta da parte della maggioranza dei consiglieri comunali, anche in forma cumulativa, il piano attuativo è adottato e approvato dal Consiglio comunale anziché dalla Giunta».
E fu proprio in virtù di questo comma che i consiglieri della passata amministrazione decisero di portare in consiglio comunale tutte le adozioni e le approvazioni dei Pue come atto di maggior trasparenza e maggior partecipazione. Infatti il consiglio comunale si riunisce in seduta pubblica e vede la partecipazione dei consiglieri di minoranza, a differenza della giunta che è composta solo dai collaboratori scelti dal sindaco (assessori) e si riunisce a porte chiuse. 
La differenza è notevole e noi non possiamo che riconoscere in questo un grande elemento di novità introdotto dalla Zaccheo rispetto a Conte. Un passo indietro rispetto alle battaglie per la partecipazione e per la trasparenza che abbiamo condotto in campo urbanistico e che allora, a parole, venivano condivise da chi ora prende queste decisioni e opera in modo opposto! 
Ora passando ai giorni nostri, i consiglieri di maggioranza hanno deciso che non era il caso di discutere in consiglio, mentre dei consiglieri di minoranza, che da soli non sono sufficienti a chiedere la discussione pubblica, non sappiamo nemmeno se si sono impegnati in tal senso.
Tuttavia non possiamo esimerci dal valutare questo cambiamento come un cambiamento che è un peggioramento della discussione democratica sulle sorti urbanistiche di questa città e la conclusione a cui possiamo giungere è che di questo cambiamento ne avremmo fatto volentieri a meno. Auspichiamo che tutto il consiglio comunale possa avere uno scatto d'orgoglio e che ciascun consigliere sottoscriva la richiesta di discussione in consiglio comunale per i piani esecutivi.

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