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Sinistra Italiana - Palo del Colle

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Consulta sui servizi sociali: esclusi i sindacati. Sel Palo presenta gli emendamenti al regolamento.

Pubblicato su 12 Marzo 2014 da Nunzio Cutrone in amministrazione, servizisociali

Nell’ultimo Consiglio Comunale (20 febbraio u.s.) è stato approvato il regolamento per la consulta sui servizi sociali che secondo la delibera di approvazione dovrebbe essere un organismo di promozione dello sviluppo della personalità umana all’interno di una società, ma cosa più importante (e sottovalutata) è che potrebbe essere un osservatorio del disagio sociale e un soggetto che tenta di dare risposte ai tanti bisogni che una parte della nostra comunità vive. Infatti, la consulta per essere efficace dovrebbe mettere in rete i diversi soggetti che operano sul nostro territorio nel settore sociale ed in virtù di ciò Sel, in Consiglio Comunale, ha presentato due emendamenti (sottoscritti anche dal resto della minoranza), che benché non risolvano completamente le criticità presenti nel regolamento, se fossero stati accolti entrambi ne avrebbero colmato alcune lacune. Infatti, con il primo emendamento, approvato all’unanimità dal Consiglio, alle altre finalità del regolamento sono stati aggiunti il contrasto alle discriminazioni, la tutela della diversità di genere e il contrasto allo sfruttamento del lavoro.

E’ impensabile oggi giorno che una consulta per i servizi sociali non provi ad indagare quanta discriminazione di genere esista sul proprio territorio, ed in particolare il livello del grado di emancipazione della comunità locale rispetto alla omosessualità e allo stereotipo sessuale uomo- donna.

Il secondo emendamento riguardava la proposta di inserire fra i soggetti componenti della consulta i sindacati, in quanto costituiscono un punto di osservazione privilegiato sul disagio del mondo del lavoro. La maggioranza ha bloccato ideologicamente questa proposta bocciando l’emendamento: questa Amministrazione quindi deve dire come intende risolvere le problematiche legate ai diritti negati del lavoratore e alla mancanza di lavoro. Come, in un periodo di grave crisi economica e di recessione, in cui i diritti dei lavoratori sono messi in discussione, intende contrastare lo sfruttamento del lavoro se la consulta dei servizi sociali non si occupa di quello che rappresenta, sia per le singole persone, sia per le famiglie la fonte di stabilità economica ed emotiva, ovvero il lavoro. La nostra Costituzione tutela e valorizza il lavoro e lo Stato dovrebbe eliminare tutti gli ostacoli sociali per garantire l’accesso al lavoro e ai diritti del lavoratore. In Consiglio l’Amministrazione ha affrancato il dibattito trincerandosi dietro un orpello ideologico regalando alla questione solo un assordante silenzio.

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