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Sinistra Italiana - Palo del Colle

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Differenziata: poco personale o scarsa organizzazione?

Pubblicato su 14 Dicembre 2016 da sel palodelcolle (ba) in amministrazione, rifiuti, zaccheo

Da qualche giorno è partito in tutto in centro (manca solo Auricarro) il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta con i mastelli per la differenziata.
Molti i problemi che si sono verificati, ma questi sono iniziati già molto prima, poco dopo la firma del contratto con la Cogeir, in ATI con la CNS e impresa Dal Fiume, per la gestione della raccolta e lo spazzamento per l’Aro Ba2. Appena affidata la gestione alla Cogeir, ci furono i primi malcontenti, cominciarono gli operatori a tempo determinato della ERCAV (ex Lombardi ecologia), a protestare per non essere stati assorbiti dalla subentrata Cogeir. Simpatico il teatrino tenutosi davanti alle telecamere di un giornale online, dov'era presente il sindaco, Anna Zaccheo, l'ex sindaco Domenico Conte e l’ing. Antonio Àmendolara. Gli operatori ecologici, rimasti disoccupati, vennero tranquillizzati con la promessa, da parte di uno solo dei presenti, che si doveva interloquire con la Cogeir per cercare di rivedere il contratto, oppure, in caso di rifiuto di questa, si doveva serrare il controllo sulle attività, connesse alla raccolta e allo spazzamento, evidenziandone le criticità.

Altra gatta da pelare per l'amministrazione Zaccheo, è stata la questione dei facilitatori. In tutti i comuni dell'Aro si sono tenute delle selezioni riservate ai residenti, per individuare i facilitatori che dovevano consegnare i kit della differenziata e istruire i cittadini su come attuarla al meglio. A Palo del Colle, invece, viene scelta una cooperativa di Gioia del Colle, anche se tra i facilitatori abbiamo potuto trovare anche ragazzi e ragazze palesi. A molti palesi non è andata giù la questione dei facilitatori, specialmente per coloro che aspiravano a guadagnare qualche soldo, come avvenuto nei paesi limitrofi. L'intera campagna di informazione è risultata fallimentare, lo si deduce dalle migliaia di domande, anche elementari, che i palesi fanno attraverso i social, su come fare la differenziata. Molti non conoscono neanche le regole basilari che, un facilitatore ben formato, è in grado di spiegare a chiunque. 

Anche la campagna di distribuzione dei kit è stata fallimentare, ci sono molte utenze non domestiche che non l'hanno ancora ricevuto, persino le scuole comunali ne sono ancora prive, immaginate le diverse quantità di rifiuti che le utenze non domestiche producono rispetto alle domestiche, dove pensate che conferiscano dopo che sono stati tolti tutti i cassonetti? Anche molte utenze domestiche non hanno ritirato i mastelli, continuando a depositare il loro sacchetto di rifiuti tal quali, nei punti dove c'erano i cassonetti, contribuendo a rendere la nostra città una discarica a cielo aperto. 

Se la fase di comunicazione non è stata delle migliori, come potevamo aspettarci di non avere problemi con la partenza del porta a porta? Ci sono cittadini che non sanno neanche quando esporre il proprio mastello o quale frazione esporre, ci sono interi quartieri che hanno minacciato di portare la spazzatura in comune se non avessero rimesso i cassonetti stradali. Migliaia di commenti contro la raccolta porta a porta, sui gruppi Facebook palesi. 
In tutto questo caos, l'amministrazione sembra essere l'unica assente. Ormai ci siamo abituati a questa lunga assenza mentre il problema si incancrenisce sempre più. 

Non c'è stata nessuna dichiarazione ufficiale, per mostrare ai cittadini che si stavano cercando le soluzioni ai vari problemi. L'unico apporto è stato quello di un consigliere del PD che ha consigliato l'installazione di una app, “junker”, non pensando che molte cose potessero essere differenti, per esempio non tutti gli impianti di compostaggio accettano i gusci dei molluschi nell'organico. L'assessora all'ambiente non è mai pervenuta, faccia un passo avanti chi ha sentito la sua voce o un suo pensiero sulla raccolta differenziata. Ha un alter ego che cerca di darsi da fare, ma ha da seguire anche la sua delega al personale, non può dedicare tutto il suo tempo alla raccolta porta a porta. Anche il responsabile del settore sembra eclissatosi dalla partenza del nuovo appalto. In questi giorni, leggendo i vari commenti sui social, sembra che gli operatori saltino di proposito alcune zone o raccolgano solo una parte dei mastelli di una strada, lasciando tutti gli altri ancora pieni. Quasi che volessero comunicare una sofferenza forse dovuta all’aumentato carico di lavoro, oppure vorrebbero far capire all'azienda che ci vorrebbero altre unità lavorative. Facendo così creano disagio a tutta la comunità, saltare una raccolta crea molti malcontenti che non ci possiamo permettere in questa fase di partenza così delicata. 
L'amministrazione dovrebbe far pressione sulla società, affinché gli operatori facciano il loro lavoro e siano nel numero adeguato agli impegni contrattuali stipulati. L'azienda ha tutti gli strumenti per farlo, a partire dai mezzi geolocalizzati attraverso i quali si può risalire all'attività di ognuno e verificare se hanno osservato il percorso assegnatogli e quanto tempo ha impiegato. Punendo chi cerca di fare il furbo o verificando se è vero, come dicono gli operatori, che sono in sotto organico. 

Altra nota dolente è il CCR, a quanto pare ci vorrà ancora del tempo affinché anche Palo abbia il suo centro di raccolta a norma, tanto i problemi sono dei cittadini che sono costretti a tenersi in casa alcune tipologie di rifiuti o, come alcuni, che preferiscono abbandonare gli ingombranti nelle periferie, aggravando i costi per tutti i cittadini, anche per quelli onesti e rendendo le periferie come discariche incontrollate. La soluzione dell'amministrazione qual è? Quella di espropriare un terreno privato lungo la circonvallazione, nei pressi del cimitero. Soluzione assurda se si considera che non c'è bisogno di pagare un privato quando il comune ha già a disposizione una grande area pubblica che è l'ex lottizzazione Sivilli, facilmente raggiungibile da due fronti e già urbanizzata. 
Che colpa hanno i palesi che devono subire certe scelte scellerate? Fa ancora più rabbia se si guarda a pochi chilometri da noi, a Bitetto per esempio, dove tutto sta funzionando a meraviglia e hanno già raggiunto il 73,2% di raccolta differenziata in soli due mesi. Il piano industriale è lo stesso, anche il disciplinare tecnico è simile, cambiano le ditte e le amministrazioni.

Che si potessero verificare dei disagi all’avvio della nuova gestione è un fatto scontato dovuta soprattutto ad un’organizzazione non perfetta della raccolta dei rifiuti che avrebbe bisogno della prova sul campo ed essere testata,ma tant'è che le premesse non sono state buone. Dalle notizie raccolte sappiamo che il personale impiegato è sottodimensionato rispetto alle previsioni del piano industriale e sarebbe urgente provvedere al loro reintegro per non arrecare ulteriori disagi alla popolazione palese, soprattutto di carattere igienico sanitario. nonostante molti operatori sono impegnati oltre ogni limite di legge in un lavoro straordinario, tutto questo non basta a dare un servizio adeguato alle aspettative dei cittadini, ai canoni versati all’azienda appaltatrice e al rispetto delle leggi in materia di lavoro. E l’assemblea sindacale sembra voler comunicare una sofferenza dovuta all’aumentato carico di lavoro, oppure vorrebbero far capire all'azienda che ci vorrebbero altre unità lavorative.

Sarebbe opportuno che l’amministrazione sanzionasse e perseguisse pesantemente l’azienda dal tentativo di aumentare i propri profitti in danno ai lavoratori ed ai cittadini palesi

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