L’amministrazione Zaccheo ha deciso di rinviare le Fanove al 18 febbraio e lo ha fatto con un post sulla pagina Anna Zaccheo Sindaco. Questa decisione arriva subito dopo l’emergenza neve che ha colpito anche il nostro paese e che ancora porta con sé gli strascichi delle numerose polemiche, ospitate sullo spazio virtuale e perciò infinito dei social, che tardano a dissolversi come i resti della neve ai bordi delle strade cittadine.
In questo clima, metereologicamente poco favorevole, di opinioni urlate e parole sbraitate attraverso una tastiera, risulta difficile inserirsi nella discussione senza rischiare di sommarsi alla roboante confusione di post, commenti e like che nulla o poco offre in termini di contributo al confronto.
Infatti nessun confronto viene reso possibile perché da un lato chi mette in campo azioni e pseudo-soluzioni ammette solo punti di vista allineati, dall’altro ogni pretesto sembra quello giusto per sfrenarsi in analisi da quattro soldi. A ben leggere ciò che i social media in questi giorni ci hanno propinato sui vari gruppi e profili personali, sembra di assistere a una delle peggiori partite di calcio in cui entrambe le squadre si caricano con il tifo da stadio, quello brutto e violento a cui ci hanno abituato le serie calcistiche.
E se la politica nei suoi toni sembra aver assorbito proprio quello stile, chi come noi invece crede che LA POLITICA sia l’arte di occuparsi della Res Publica attraverso i suoi organi competenti, con il coinvolgimento totale della popolazione e non con il suo asservimento, non può che condannare simili atteggiamenti. Il livello raggiunto non è nemmeno mediocre, si assiste a un tuffo a capofitto verso l’indecenza condita dalla ignoranza più spicciola di chi ha poca o nulla dimestichezza con l’amministrazione pubblica e i suoi meccanismi di funzionamento.
Dopo la neve dei giorni scorsi, il rinvio delle Fanove ha dato un buon motivo agli internauti per riprendere l’hobby dei commenti inutili e delle repliche al vetriolo. Constatiamo anche, però, che oltre a una possibile minaccia proveniente dal cielo nessun post e nessun comunicato spiegano il reale motivo dello slittamento di un mese della tradizionale accensione dei Falò.
La caratteristica manifestazione ha radici antiche messe in discussione da chi, di volta in volta, ha cercato di gestirla in maniera fallimentare. Certo è che, così come il Palio del Viccio e poco altro, questa delle Fanove è tra le più sentite tradizioni palesi e rimandarla in questo modo non poteva che provocare levate di scudi. Ecco, forse, è proprio il modo a innescarle e cioè lasciare la gente a secco di spiegazioni, nella migliore interpretazione del “Così è se vi pare”.
Il senso di comunità non può essere costruito da un giorno all’altro soprattutto se viene invocato sporadicamente e non alimentato da una reale partecipazione dei cittadini. Infatti, da anni sollecitiamo una maggiore trasparenza negli atti, quelli scritti e quelli compiuti, senza che il nostro invito sia accolto dalle amministrazioni che si susseguono.
Un altro invito che rivolgiamo agli amministratori e agli oppositori è di attuare comportamenti che limitino le continue diatribe sui social, perché se l’emergenza neve è finita, nuove o già note emergenze restano in attesa di essere gestite con una visione di paese che non può patire ancora la mancata tempestività.
E ci si augura che sotto gli ultimi cumuli di neve sporca, Palo possa ritrovare il senso del rispetto e dell’educazione verso il prossimo, chiunque egli sia.
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