
L'assessore al bilancio Rocco Martino ha protocollato le proprie dimissioni, giunte a pochi giorni dalla discussione del bilancio consuntivo che deve essere approvato entro fine giugno e che potrebbe essere l'ultimo atto amministrativo a sua cura.
Martino rappresenta all'interno della giunta la figura di una persona con lunga esperienza politica e che gode della stima del sindaco che lo ha voluto al suo fianco sin dal primo momento.
Vale la pena ricordare che durante tutta la campagna elettorale, Martino e l’allora aspirante sindaco mostravano di aver stretto un forte sodalizio tanto che Martino sembrava essere l'alter ego della Zaccheo avendo avuto carta bianca nel descrivere i punti programmatici e nel definire il quadro politico.
Questa fiducia è stata confermata dopo le votazioni con la nomina di Martino ad assessore con una delega particolarmente importante come quella al bilancio.
Non sappiamo cosa abbia spinto Rocco, che dichiara in continuazione di essere comunista, ad abbracciare un progetto di natura centrista non in linea con la sua collocazione politica. Come elemento estraneo alla cultura centrista, ha navigato in solitudine e rispetto al mutismo generale che domina la maggioranza, di lui abbiamo apprezzato in questi mesi l'apertura al confronto e la disponibilità ad interloquire anche con le altre forze politiche.
Con la sua esperienza, Martino ha capito la difficoltà di governare un comune in una situazione di tagli continui agli enti locali e perciò assume un atteggiamento umile (dobbiamo prendere gli schiaffi dalla gente - ama sempre ripetere!) e si presenta sempre disponibile a cogliere soluzioni migliorative. Lo aveva fatto anche in occasione dell'approvazione del piano TARI, promettendo di rivederne i conti per una più attenta valutazione che scongiurasse l'aumento della tassa già deciso a febbraio scorso.
Martino ha motivato con ragioni di carattere personale la sua scelta. Anche in questo si trovano tutti gli elementi caratteristici di un uomo dalla lunga militanza partitica.
Ma si tratta di una foglia di fico che malcela la verità. Meglio farebbe a spiegare, come atto di responsabilità e trasparenza nei confronti dei cittadini, le motivazioni "vere" che sono dietro la scelta, pena la perdita totale di credibilità, già minata dai suoi andirivieni partitici.
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