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Sinistra Italiana - Palo del Colle

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Quale welfare per Palo del Colle?

Pubblicato su 9 Gennaio 2012 da Giovanna Cutrone in amministrazione

poverta.jpgE' di qualche giorno fa la delibera di giunta avente ad oggetto gli interventi di assistenza economica che prevede una, ed unica, erogazione di contributi (“una tantum” per l'appunto), in favore di persone in condizioni di disagio. 315 le istanze a cui si da seguito con un versamento di 50 euro al soggetto e/o famiglia richiedente, per un importo complessivo di 15.750 euro.

Ben poca cosa se si tiene presente che il regolamento a cui si fa riferimento prevede l'assistenza economica continuativa e cioè un contributo a cadenza mensile. Chiamiamolo come vogliamo, di certo non Welfare. Complici di questo delitto allo stato sociale i continui tagli agli enti, da parte del governo centrale, che costringono tutti a tirare la cinghia attorno ad una “vita” divenuta ormai insostenibile.

E se l'elemosina ci alleggerisce il cuore di certo non restituisce la dignità a chi, purtroppo, si trova nelle condizioni di un reddito che non garantisce nemmeno la sopravvivenza. E se lo Stato ha cancellato dalle sue voci di bilancio il Welfare, in soccorso arriva la regione Puglia, che con uno stanziamento di 10 milioni di euro intende affrancare tutti quei soggetti fino ad oggi ritenuti deboli, dalla posizione di ultimi della società. E lo fa attraverso il lavoro – tra le forme più alte di restituita dignità all'uomo – permettendo loro di dimostrare di aver ancora molto da offrire.

Progetti innovativi integrati per l’inclusione sociale di persone svantaggiate”, questo è il nome del nuovo bando inserito all'interno del “Piano straordinario per il Lavoro in Puglia” strutturato in sei linee di intervento (per un coinvolgimento complessivo di 340 milioni di euro): il lavoro dei giovani, il lavoro delle donne, il lavoro per l’inclusione sociale, il lavoro per la qualità della vita, il lavoro per lo sviluppo e l’innovazione, più qualità al lavoro.

Il bando per l'inclusione sociale è destinato nello specifico a quei soggetti che hanno gravi problemi di carattere sociale, psico-fisico o familiare, che saranno intercettati da enti e aziende che operano nel sociale, dalle imprese artigianali, dall’industria e dai Comuni: a loro infatti il compito di redigere progetti di qualità che, se ammessi, potranno attingere dal fondo.

Il piano consente un nuovo contatto con il mondo del lavoro attraverso un tirocinio di circa 6 mesi, retribuito con un compenso che oscilla dai 500 agli 800 euro mensili, a cui seguirà, per il datore di lavoro, la possibilità di assumere il lavoratore usufruendo dei tanti sgravi fiscali previsti o dell'incentivo regionale della Dote occupazionale (incentivo all’assunzione a tempo indeterminato - da parte delle imprese operanti sul territorio regionale - di soggetti svantaggiati del mercato del lavoro, residenti in Puglia, per i quali la Regione Puglia coprirà per il 50% il costo salariale lordo per 12 mesi). Ai lavoratori sarà possibile anche affiancare dei tutor senza alcun costo per i soggetti proponenti.

Questa la nuova idea di Welfare che la giunta Vendola mette in campo, rivoluzionaria e audace perché si smarca dall'assistenzialismo fine a se stesso e promuove il contatto tra i deboli e il mondo del lavoro, consentendo la formazione a costo zero per le imprese e gli enti.

Il nostro comune, Palo del Colle, sarà in grado di sfruttare questa ghiotta opportunità? Sarà capace di liquidare la politica del “comune elemosiniere” in favore di una cultura del Welfare che miri ad una seria inclusione sociale? “Ai posteri l'ardua sentenza”. 

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