Ieri (12 maggio) nella sala conferenze abbiamo aperto la campagna elettorale per le Europee del 25 maggio. L’altra Europa con Tsipras non è solo il nome di una lista, ma un punto di partenza per ricostruire. Cosa? Un’altra Europa appunto. Perché? “Perché c’è stata più Europa quando Spinelli scrisse il Manifesto di Ventotene”, ha esordito così ieri il prof. Chiarello, ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bari. Perché un greco? “Perché non può esistere un’Europa senza la Grecia, anzi senza la Grecia l’Europa stessa non ci sarebbe! E perché la Grecia potrebbe essere un esempio del nostro futuro, delle conseguenze catastrofiche del neoliberismo: ospedali chiusi e descolarizzazione a livelli altissimi”. Chiarello ha anche ricordato che nel 1957 si chiamava Comunità Europea - e già il termine comunità dava l’idea di una unione prima di tutto sociale – basata sui pilastri che costituiscono il welfare: il diritto universale alle cure mediche, la lotta alla povertà intervenendo per garantire una vita degna a tutti, il contrasto alla disoccupazione. Oggi abbiamo un’Europa in cui il tempo di vita coincide con il tempo del consumo e la flessibilità e la precarizzazione animano il processo storico della mercificazione del lavoro. “Tagliano la spesa pubblica perché, ci dicono, il debito è aumentato. Ma il debito non è aumentato per la spesa pubblica, ma lì si è scaricato il debito privato delle banche!”, ha continuato il professore che ha poi citato uno studio del sociologo Gallino, secondo cui 2 milioni di posti di lavoro potrebbero essere generati con gli investimenti nella riqualificazione del territorio.
“La nostra non è solo una proposta alternativa, la nostra è la proposta giusta per bloccare il saccheggio che ci sta impoverendo”: si presenta Claudio Riccio, candidato per la lista L’altra Europa con Tsipras nella circoscrizione sud. Lo spazio che i media, e in generale la comunicazione di massa, riservano a questa lista è pressoché nullo (il dato della presenza in rai è dello 0.07%) perciò mentre c’è chi rincorre i tour de force televisivi, c’è anche chi insegue i chilometri e accorcia le strade per incontrare la gente, le persone dell’Altra Europa. È il caso di Claudio Riccio, 29 anni, militante per molti anni nei movimenti studenteschi di cui ne è stato a lungo una delle voci più note. Dà subito un po’ di numeri: ¼ della popolazione europea è a rischio povertà, 5 milioni sono i poveri assoluti, 9 milioni i poveri relativi. Cifre che a volerle tradurre praticamente altro non sono che la fotografia della nostra vicina di mare piegata ed umiliata dall’austerità: l’Università di Atene chiude i battenti e in Grecia torna la tubercolosi e il vaiolo! “La crisi che stiamo vivendo è un saccheggio in favore di quelle poche persone che detengono la ricchezza di tutta la popolazione. Ci dicono che non c’è alternativa come se fosse normale questo livello di disuguaglianza, come se fosse normale emigrare per poter lavorare e vivere. Chi si presenta col “cambio verso” è al governo con le larghe intese, su 19 paesi del PSE 14 hanno governi con le larghe intese”: in sintesi Riccio dice che il verso non cambia, infatti PPE e PSE hanno deciso che dopo le elezioni, a prescindere dal risultato, formeranno un governo di larghe intese. E Schulz proclama: manteniamo i vincoli, sforiamoli solo per il “salvabanche”. Solita solfa, solita Europa, con il grado di disperazione tra i giovani, i cassintegrati e i disoccupati che non fa più notizia, non crea più allarmismo, convogliato alla rassegnazione. L’Altra Europa con Tsipras invece ha un modello nuovo, ce lo spiega Claudio Riccio: “fiscalità europea progressiva, reddito minimo di cittadinanza europeo che senza scomodare gli F35 diventati ormai oggetto di proclami da campagna elettorale disattesi, diventa possibile tassando dello 0.001% le rendite finanziarie: ricaveremmo 32 miliardi di euro l’anno. Gli antieuropeisti non siamo di certo noi, ma la Merkel e la Deutsche bank che hanno aumentato le distanze tra Austria e Grecia per tasso di occupazione, che avviano procedimenti di infrazione per il rapporto deficit-pil ma non per i tassi di scolarizzazione di un paese o per la spesa sociale troppo bassa”. Perché prima di tutto le persone! Prima di tutto un’altra Europa con Tsipras!
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