Mentre la Puglia attraverso il suo Governo pensa ad una regione ecologia e meno inquinante a Palo del Colle paghiamo a caro prezzo il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dal Piano Regionale.
L’aumento della TARSU del 35% è legato all’inefficacia del sistema di gestione dei rifiuti adottato dal nostro Comune, che non riuscendo a garantire il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla Regione Puglia ha determinato un aumento dell’ecotassa (tassa che i Comuni pagano all’atto del conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati) a cui va aggiunto l’indicizzazione (8,1%) del corrispettivo alla Lombardi Ecologia e un maggiore costo di smaltimento dei rifiuti presso la discarica di Giovinazzo di proprietà della ditta DANECO s.r.l., che costruisce anche inceneritori.
Inoltre, le ultime finanziarie varate dal Governo Berlusconi impongono ai comuni la copertura del 100% del costo di gestione dei RSU (Rifiuti Solidi Urbani).
La raccolta differenziata qui a Palo del Colle non è mai realmente partita. Il dato dell'anno 2009 è del 13,7%, dell’anno 2010 è del 16,5 % e la media del 2011 è del 16,5% (Fonte: Regione Puglia, Assessorato all’Ecologia – dati RSU 2011). Di contro, gli obiettivi della raccolta differenziata stabiliti dal Piano Rifiuti della Regione Puglia e dalle leggi nazionali sono:
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Anno |
% RD |
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2006 |
22 |
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2007 |
32 |
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2008 |
42 |
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2009 |
50 |
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2010 |
55 |
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2011 |
56 |
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2012 |
57 |
I cittadini di Bitetto con un dato della raccolta differenziata (RD) prossimo al 30% hanno subito un aumento del 20% della TARSU.
I risultati palesi di RD conseguiti sono anche ben lontani dagli obiettivi ambientali previsti dal capitolato d’appalto per l’affidamento del servizio di igiene urbana del nostro Comune.
Al seguente link http://www.comune.palodelcolle.ba.it/ev/images/capitolato%202008%20annotato%20riformulato.pdf del sito web del nostro Comune, all'art. 15 del Capitolato annotato di igiene urbana, si legge che:
Per non aver raggiunto i predetti obiettivi di RD, Palo ha pagato € 15/t di rifiuto per l'anno 2009 e 2010 di ecotassa e continuerà a pagare per non aver raggiunto l’obiettivo anche questo anno.
E se questo è il presente il futuro non ci riserva grandi regali.
Se il nostro Comune non opera al più presto un’inversione di marcia dal 2013 saranno dolori.
Infatti qualche giorno fa la Giunta Regionale ha approvato il disegno di legge, che adesso passa al alle esame delle commissioni consigliari per poi approdare in Aula, che introduce un inasprimento dell’ecotassa per i Comuni che non raggiungeranno determinati obiettivi di raccolta differenziata, premiando invece i Comuni virtuosi.
Cambieranno infatti i criteri di calcolo dell’”ecotassa”, uno degli elementi che determinano l’ammontare della TARSU.
Dal primo gennaio 2013 i comuni che non raggiungeranno il 30% di raccolta differenziata pagheranno il massimo (25,82 euro a tonnellata), chi si assesterà dal 30 al 40% con un solo indicatore di qualità (1) pagherà 22,59 euro a tonnellata, chi rispetterà due indicatori pagherà 19,77 euro. A quota superiore del 40% di differenziata, l’aliquota passa a 11,62 euro a tonnellata. Con tre indicatori di qualità, sempre oltre il 40%, si pagheranno soli 5,8 euro. Al raggiungimento del 60% e con tutti gli indicatori a posto, si pagherà solo 2,9 euro a tonnellata: con un risparmio notevole per i comuni e quindi per i cittadini virtuosi.
Quindi l’unico modo per incidere positivamente sull’ammontare della tassa rifiuti e puntare sull’implementazione di un sistema di raccolta differenziata spinta.
Ed è per questo che un’amministrazione comunale e il Sindaco in primis, non possono giustificarsi per l’aumento della TARSU addossando le responsabilità all’amministrazione uscente, accusandola di non aver dilazionato nel tempo tale aumento. Il punto non è trovare il capo espiatorio ma trovare soluzioni per il bene comune del nostro Paese.
E' chiaro che la responsabilità dell’aumento è anche dei precedenti amministratori, ma attribuirla tutta al precedente sindaco è una mistificazione.
Perché non dimentichiamo che in Consiglio Comunale e in Giunta c’erano anche rappresentanti dell’opposizione che avrebbero potuto far emergere il problema soprattutto quando è diventata parte di quella maggioranza cosiddetta "istituzionale e di emergenza", di cui il sindaco Conte era parte come assessore alle attività produttive per il PDL. Ricordate la strana alleanza PD/PDL?
Oltretutto la decisione di aumentare la TARSU del 35% è stata ratificata dal Consiglio Comunale con l’approvazione del bilancio di previsione.
Oggi si scopre che la cosiddetta maggioranza “straordinaria, istituzionale e di emergenza”, così chiamata dai suoi stessi leader e artefici (E. Cassano, A. Amendolara, O. Biradi, L.R. Viola), non era così tanto straordinaria
Così, se il primo Consiglio Comunale, convocato in seduta straordinaria, è stato quello del 3 agosto per approvare il PUE, la gestione rifiuti e l’aumento della TARSU pare non interessi a nessuno e la prassi consolidata di agire “per emergenze” induce a scelte opinabili.
Ci riferiamo alla scelta di affidare ad un architetto, stante l’urgenza di aderire al Programma Operativo FERS 2007-2013 e quindi ottenere finanziamenti, con determinazione del Dirigente (G. Floriello) del Servizio Polizia Municipale n. 93/2011 del 25 luglio 2011, “un incarico di consulenza, finalizzato alla redazione del progetto di elaborazione del Piano Comunale per la raccolta differenziata che contempli tra l’altro tra i sistemi migliorativi di raccolta differenziata, anche il conferimento dei rifiuti differenziati da parte dei cittadini residenti presso il centro Comunale di raccolta da realizzare compiutamente presso l’area di proprietà comunale sita in via Don Sturzo.”
Noi non conosciamo il professionista in questione, ma riteniamo che la specificità della materia richieda professionisti con competenze tecniche specifiche.
Inoltre è ormai dimostrato che per poter sviluppare la raccolta differenziata raggiungendo livelli oltre il 90% è sufficiente adottare il metodo del “porta a porta”, già sperimentato in numerosi comuni d’Italia, primo fra tutti Capannori (LU), San Pancrazio Salentino nel brindisino o il comune di Monteparano nel leccese. Il porta a porta è l’unico metodo di raccolta in cui il differenziato diventa predominante. Mentre con il sistema a cassonetti stradali o che privilegia i centri di raccolta, la raccolta differenziata è un semplice sistema aggiuntivo al sistema tradizionale.
In quei Comuni in cui si privilegia il sistema di raccolta di tipo tradizionale il massimo della raccolta differenziata non supera mai il 30%. Risultati poco migliori, 45%, si raggiungono con il sistema misto prossimità, basato sull’utilizzo di postazioni per la raccolta differenziata complete presenti su tutto il territorio comunale.
La vera soluzione al problema rifiuti è andare alla sua radice, è necessario aderire alla strategia dei “RIFIUTI ZERO”, ovvero ridurre al minimo la produzione di rifiuti.
Certo il processo è realizzabile. E se c’è riuscita una città come San Francisco oltre all’italiana Capannori (LU) perché non potrebbe riuscirci Palo del Colle.
Sono le comunità virtuose che bisogna prendere d’esempio ed i cui risultati sono certi senza dispendio di ulteriori risorse economiche.
La raccolta differenziata consente un abbattimento dei costi ambientali e implica una trasformazione del rifiuto, che da problema diventa risorsa: smaltire un rifiuto significa inquinare. Differenziarne la raccolta e procedere verso il recupero di materia significa, invece stimolare la nascita di nuovi segmenti di mercato che lavorino sulla differenziata. Ogni materia può essere recuperata e diventare ciclo produttivo.
Infatti smaltire una tonnellata di rifiuto indifferenziato costa ai cittadini circa 110 €.
Diversamente il materiale differenziato ha un valore di 22 €/t per la carta riciclata, 34 €/t per il vetro, 160 €/t per la plastica. Il compost di qualità ha un valore sul mercato che oscilla tra 15 €/t e 30 €/t.
“Bisogna ripensare al problema rifiuti in un’ottica di rispetto profondo per il pianeta in cui viviamo, significa anche ripensare in un’ottica diversa l’umanità che, per natura, ci appartiene”. (Paul Connet, professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton, ideatore della strategia “Rifiuti Zero”)
La città è un bene comune che appartiene a tutti noi, a cui siamo molto legati non solo perchè qui abbiamo i nostri affetti più cari e rappresenta le nostre radici ma soprattutto perché la nostra città rappresenta la storia e la cultura di ognuno di noi e per questo dobbiamo averne cura.
(1) Indicatori di efficienza previsti dal disegno di legge: l’adeguamento dei contratti di servizio che non raggiungono le percentuali previste di raccolta differenziata, l’elevata qualità della frazione organica raccolta, l’elevata qualità della raccolta imballaggi e l’elevata qualità del sistema di monitoraggio e controllo della raccolta differenziata.
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