Ancora una volta è necessario intervenire sulla questione dell'aumento del 10,5% della tariffa della TARI al fine di impedire che le bugie prendano il sopravvento e che la mistificazione dei dati serva a scaricare su altri la responsabilità della revisione della tariffa.
La maggioranza guidata dalla sindaca Anna Zaccheo sostiene che l'aumento si è reso necessario perché la precedente amministrazione, l’anno scorso, non ha adeguato le tariffe al nuovo canone del servizio raccolta rifiuti, che è aumentato, incidendo per gli ultimi sei mesi dell’anno 2016. Ad ogni modo va ricordato che il canone è solo una voce dei costi, mentre le tariffe si calcolano sui costi complessivi e non su una singola voce. Con il passaggio dal sistema di raccolta stradale al sistema di raccolta porta a porta, si ha certamente un aumento dei costi di raccolta (personale in più, mezzi nuovi dedicati, mastelli, etc), ma nello stesso tempo una diminuzione dei costi di smaltimento dei rifiuti,oltre ai ricavi della vendita dei materiali recuperati (vetro, carta, plastica,etc). Perciò occorre fare una valutazione più rigorosa prima di trarre delle conclusioni.
PREVISIONE COSTI SERVIZIO 2016 E CONSUNTIVO
Per fare questo, valutando i costi complessivi, il piano finanziario dell'anno scorso prevedeva costi per 3.594.623 euro e questa cifra fu la base per la tariffa 2016 al netto della quota scuola (13mila euro) e delle detrazione per le famiglie indigenti (125mila euro).
A consuntivo, quest'anno, possiamo leggere il totale del costo del servizio nella tabella del rendiconto finanziario 2016 che risulta essere di 3.622.622 euro, vale a dire appena 28 mila euro in più di quanto previsto, un “errore” tra previsione e rendiconto dello 0,7% che non avrebbe giustificato nessun aumento della tariffa per il 2017 nonostante l'entrata in esercizio del nuovo appalto.
PREVISIONE COSTI 2017
Per il 2017, poi, il totale del costo del servizio previsto dall'ultimo piano finanziario risulta in linea con i costi previsti l'anno scorso, e con il consuntivo 2016, ed è pari a 3.603.288 euro, nonostante il canone per il nuovo appalto incida per tutto l'anno e non per soli 6 mesi come l'anno scorso.
Possiamo quindi trarre come prima conclusione sui costi complessi dei due anni che, secondo i dati presentati dall'amministrazione, siamo sostanzialmente sugli stessi livelli di costo.
Lo scorso anno abbiamo pagato per sei mesi il nuovo canone senza avere nessun beneficio in termini di risparmio nei costi di smaltimento visto che il porta a porta è partito a dicembre. Quest'anno il nuovo canone inciderà per tutto l'anno ma ci saranno i risparmi per lo smaltimento dei rifiuti e i ricavi dei materiali recuperati.
A nostro giudizio le previsioni per l'anno in corso sono superficiali e molto prudenziali avendo sottostimato i ricavi della vendita dei materiali recuperati e sovrastimato le quantità e i costi per i rifiuti indifferenziati che vanno in discarica, ma qui siamo su un terreno opinabile perché si tratta di previsioni. Di sicuro occorre prestare attenzione e seguire le varie fasi con cura giorno per giorno per ottenere i migliori risultati e finora non sembra affatto che questa attenzione ci sia stata.
Tornando ai dati certi, con queste cifre è del tutto falso che il sindaco Conte avrebbe dovuto aumentare la Tari l'anno scorso e che le responsabilità dell'attuale aumento sono della passata amministrazione. Il disavanzo dei costi è di soli 28mila euro e sarebbe bastato che la raccolta differenziata fosse partita nei tempi previsti, ossia il 1° ottobre 2016, e che non ci fosse stato il rinvio di due mesi deciso dalla sindaca Anna Zaccheo, per avere un effetto proficuo sui conti, considerando che in quei due mesi ci sarebbe stato un risultato positivo che avrebbe di gran lunga coperto il minuscolo disavanzo registrato. Infatti, se si fosse partiti ad ottobre, i risultati di raccolta differenziata registrati a gennaio si sarebbero avuti già a novembre e dicembre con un risparmio di costi dell'ordine di 80-100 mila euro. Sorprende poi la totale mancanza di ricavi per la vendita dei materiale recuperati nel consuntivo 2016 perché con il passaggio al nuovo gestore (1 luglio 2016) sono in capo al comune e non più al gestore.
COMPOSIZIONE DISAVANZO 2016
Allora qualcuno giustamente potrebbe chiedere: ma se i costi restano gli stessi perché c'è un aumento del 10,5% della tariffa e a cosa è dovuto il disavanzo di cui si è parlato in consiglio comunale pari a 266mila?
Ci sono tre voci che compongono questi 266 mila euro:
- la prima è quella dei 28 mila euro tra costi complessivi previsti e quelli rendicontati di cui abbiamo già parlato.
- La seconda voce riguarda le detrazioni per le famiglie indigenti, passate da 125 mila euro a 82.882 e confermate nella cifra minore anche per quest'anno. Che una amministrazione di centro-sinistra faccia peggio di una amministrazione di centro-destra sulle agevolazioni alle famiglie indigenti la dice lunga sulle caratteristiche di chi siede ora a palazzo San Domenico. In pratica circa 42.491 euro degli oltre 125 mila euro previsti da Conte come agevolazione alle famiglie indigenti l'anno scorso, sono diventate tasse per tutti quest'anno, perché ad usufruire delle agevolazioni è stata una platea molto bassa. In una situazione di crisi economica come quella che stiamo vivendo occorrerebbe allargare la platea, legando l’imposizione della TARI ai redditi ISEE dei nuclei famigliari e su questo punto producemmo, nel consiglio comunale del mandato Conte, degli emendamenti al regolamento che furono bocciati dalla maggioranza contiana;
- La terza voce riguarda la differenza tra la cifra posta a ruolo e quella accertata, non sappiamo a quale data, e che costituisce un ammanco di 196 mila euro. Nel rendiconto non viene messa la voce delle somme ancora da riscuotere attraverso la riscossione, eventualmente coattiva, ma viene chiesto a tutti i cittadini di pagare questo ammanco.
Su questo punto c'è una questione squisitamente tecnica che riguarda un probabile errore nella stesura dei piani finanziari degli ultimi anni. Al costo complessivo da mettere a base per il costo della tariffa vengono detratte le agevolazioni, coperte da soldi del bilancio comunale, per le famiglie bisognose. Questa operazione andrebbe bene solo se contestualmente fossero tolte dalla tabella generale delle tariffe anche le superfici delle case di chi usufruisce delle agevolazioni, cosa assai improbabile. Il risultato di questo errato calcolo comporta il mancato rispetto della legge che impone la copertura totale dei costi e uno sconto per tutti pari alle agevolazioni stabilite in fase di emissione dei ruoli, ma contestualmente un ammanco di pari importo che deve essere caricato nella tariffa dell'anno successivo per mantenere la copertura al 100% del servizio.
E va ricordato che anche nel piano finanziario di questo anno si ricorre a questo discutibile metodo per le agevolazioni. Va anche detto che l'inserimento del conto consuntivo è una novità del piano finanziario di quest'anno: nulla sappiamo degli anni pregressi, se per esempio qualche anno abbiamo sforato il 100% e andavano restituiti i soldi. Su questo va ricordato che il comune detiene somme superiori a 600 mila euro trattenute dal canone Lombardi per gli adeguamenti all'indice di inflazione, somme che potrebbero aver portato al superamento della copertura totale e quindi da restituire.
Come pure abbiamo già evidenziato che il regolamento sulla TARI andrebbe ripensato passando dal sistema tariffario ponderato a metro quadro ad un sistema che divida la tariffa in due parti, fissa e variabile tenendo conto del numero degli occupanti conformemente al principio “chi più inquina più paga”. Questo consentirebbe ai nuclei famigliari più piccoli di pagare la TARI in base al numero di componenti, piuttosto che sulla grandezza del proprio patrimonio immobiliare che così risulta quasi una patrimoniale ingiusta.
PROPOSTA DI SINISTRA ITALIANA PALO
Quindi, la nostra proposta è che si riveda il piano finanziario con i dati più precisi e in modo più chiaro e trasparente e si riscriva un nuovo regolamento tenendo conto del nuovo sistema di tariffazione che prevede la quota fissa e variabile e di regole di accesso alle agevolazioni che allarghino la platea degli aventi diritto.
Se la maggioranza non si fa promotrice di un nuovo regolamento, suggeriamo che almeno le opposizioni portino in consiglio una mozione che possa aprire una discussione su questi punti in maniera tale da spingere l’amministrazione ad impegnarsi.
Noi di Sinistra Italiana per chiarimenti o precisazioni siamo a disposizione di tutti coloro che vogliono lavorare nella direzione da noi indicata.
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