Se pensavate che con il referendum del 2011 l’Italia avesse scampato il pericolo della privatizzazione dell’acqua, rimarrete purtroppo delusi. C’è da rimboccarsi le maniche e tornare a lottare perché il bene primario non diventi l’affare delle società private.
Il 23 marzo, noi di Sinistra Italiana Palo, abbiamo partecipato alla prima conferenza che si è tenuta a Bari della campagna “Acqua e Democrazia, verso l’acquedotto pubblico e partecipato”, con il titolo “Salva l’acqua dal profitto e dal petrolio” con la partecipazione del Prof. Riccardo Petrella (Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE e già Presidente di AQP con l’amministrazione regionale Vendola); del Tenente Giuseppe Di Bello (Polizia provinciale di Potenza che ha svelato l’inquinamento del bacino del Pertusillo); di Padre Ottavio (Missionario Comboniano), del Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica, del comitato lucano Acqua Pubblica e di quello pugliese.

Perché ora ritorna forte il dibattito intorno all’acqua pubblica? Per dirla in breve il 2018 scade la concessione la concessione del servizio idrico integrato dell’Acquedotto Pugliese e questo potrebbe essere il termine da cui partire per la privatizzazione di AQP con la cessione o la vendita delle azioni ai privati. Di fatti esisterebbe già un protocollo d’intesa con la GORI S.p.A. (controllata dalla ACEA S.p.A. multiutility dei servizi) con la quale la Regione Puglia intende sviluppare i rapporti di partnership con AQP.
La GORI S.p.A. gestisce il servizio idrico integrato dell’ATO 3 della Campania ed ha un debito di 92 milioni di euro ed ha già usufruito di una legge “salva debito” che ha abbattuto il debito di 70 milioni spalmandolo in 20 anni. La GORI S.p.A. è una società per la metà privata, partecipata dalle più importanti multinazionali del business dell’acqua.
Le recenti parole di Emiliano non lasciano presagire nulla di buono: ha dichiarato che l’AQP è troppo grande per essere ripubblicizzato e l’idea è quella di costruire una multiutility dei servizi, per arrivare a trasformare Aqp in una vera e propria holding che diverrebbe l’unico gestore del Sud, inglobando tutti gli altri acquedotti.
Viste le premesse, e la discontinuità che Emiliano intende marcare rispetto alla precedente amministrazione regionale vendoliana, e l’idea di non rispettare l’indirizzo politico del referendum sull’acqua del 2011, Sinistra Italiana Puglia, con il suo consigliere regionale Mino Borracino ed il nostro coordinatore regionale Nico Bavaro, ha preso parte alla prima conferenza sulla ripubblicizzazione totale dell’AQP con la richiesta di apertura del tavolo tecnico presso la Regione Puglia per la costituzione di AQP in azienda speciale.
Così il comunicato stampa di SI Puglia: come confermato anche in sede di Consiglio regionale, allorquando abbiamo votato la mozione per l’ istituzione di un tavolo tecnico paritetico per individuare soluzioni tecnico-giuridiche per la ripubblicizzazione di AQP, il nostro impegno prosegue. Il nostro obiettivo è favorire la trasformazione dell’acquedotto pugliese in un’ azienda speciale, che opera per l’interesse pubblico. Continuando: “già in sè la definizione dell’acqua come bene comune presagisce l’esercizio di una gestione del bene al servizio di tutti, democratica, quindi pubblica, e tutto questo è sinonimo oltre che di gestione trasparente senza scopo di lucro, anche di sicurezza. Quella sicurezza che vorremmo sempre garantire e che ultimamente vacilla perchè “macchiata” dal quadro sconcertante che emergerebbe dall’esito controverso delle analisi delle acque del Pertusillo . Un quadro allarmante se confermato, che riporta la positività per i BOD , cioè la richiesta biochimica di ossigeno, risultata nove volte superiore a quella consentita, denotando così la presenza nelle acque di materia organica biodegradabile incompatibile con la potabilità. Noi non ci fermeremo ai dati diffusi dall'ARPAB, perchè non ci convincono le chiazze avvistate nell’invaso del Pertusillo, nè gli idrocarburi che vengono buttati nei pozzi di reiezione. Oltre che in sede istituzionale, attraverso la mia presenza in Consiglio regionale, dove ho presentato diverse interrogazioni sul tema, costruiremo una serie di iniziative sul territorio per chiedere maggiori attenzioni sull’invaso del Pertusillo che vorremmo continuasse ad approvvigionare la nostra regione in tutta sicurezza e trasparenza.
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